© montebaldo.org - Tutti i diritti riservati. Testi e immagini possono essere riprodotti, citando la fonte, esclusivamente previa autorizzazione, da richiedere a: direzione@montebaldo.org
Idronimia caprinese
Questa ricerca, firmata dal professor Paolo Boschi, ricercatore e linguista, propone un’indagine originale sull’idronimia caprinese, cioè sul significato e sull’origine dei nomi di luogo legati alla presenza dell’acqua nel territorio di Caprino Veronese e delle aree montebaldine limitrofe. Attraverso un’analisi linguistica attenta e controcorrente, l’autore rilegge numerosi toponimi antichi alla luce di radici germaniche e anglosassoni, mostrando come molti nomi tradizionalmente interpretati in senso latino o popolare possano invece conservare tracce profonde del paesaggio idrografico originario. Ne emerge un percorso di ricerca che unisce lingua, storia e geografia locale, offrendo una nuova chiave di lettura del territorio.
Qui di seguito il testo da sfogliare, ingrandire e consultare attraverso la barra dei comandi sottostanti al frontespizio.
LA DENOMINAZIONE LOCALE NELLA DESTRA ADIGE
Il metodo di ricerca toponomastica del professor Paolo Boschi
Il professor Paolo Boschi, studioso di toponomastica e di linguistica, già docente nelle scuole medie e superiori, ha scritto in esclusiva per il nostro portale queste note sul significato dei nomi dei paesi e delle località nella Destra Adige, da Avio alla Chiusa di Ceraino-Rivoli, allargando l’orizzonte anche ai monti (il Baldo, il Pastello) e al lago di Garda (Brenzone). Si tratta di ricerche del tutto nuove, che fanno piazza pulita di conoscenze consolidate durante tutto il Novecento e anche prima. Il metodo seguito dal professor Boschi parte da un presupposto: la principale lingua di riferimento non è più il latino, sul quale si sono sempre basati gli autorevoli studiosi del passato, bensì l’anglosassone, molto simile al longobardo e alle lingue ingevoni. Sono, queste, le lingue parlate dalle popolazioni barbariche che hanno invaso l’Italia nel Basso Impero e all’inizio dell’Alto Medioevo. Proprio in quell’arco temporale si formò la stragrande maggioranza dei nostri toponimi, che traggono il loro significato dalle caratteristiche fisiche dei luoghi, in particolare idrografiche. Soltanto in epoca successiva, a partire dall’anno Mille, essi quasi sempre vennero “latinizzati”, dando origine con impressionante frequenza – secondo l’autore – a equivoci, errate interpretazioni, ricostruzioni dotte ma non rispondenti al significato originario. La lettura di questo testo richiede un certo impegno, essendo uno studio di livello specialistico. Un’unica avvertenza: la sigla ags che ricorre frequentemente sta a significare “anglosassone”, la lingua nordica di riferimento che è, nella peggiore delle ipotesi, molto simile e, nella migliore, equivalente al longobardo ed alle altre parlate dai barbari che hanno invaso la penisola italiana. Si veda anche, nella sezione LIBRI di questo portale, la presentazione del volume dello stesso prof. Boschi “Il significato dei nomi locali nella Destra Adige”.
Anche l’interpretazione etimologica dei nomi locali nella Destra Adige fra Avio e la Chiusa trova nella stragrande maggioranza dei casi una soluzione nella configurazione idrografica della zona. Quando nascono i toponimi antichi del nostro territorio i corsi d’acqua rappresentano il punto di riferimento più visibile per chi si sposta; il paesaggio ha in quell’epoca dei connotati diversi perché non è stato modificato dall’attività umana: è un paesaggio scarno, essenziale fatto di rocce, montagne e appunto corsi d’acqua.
La tradizione si è servita del latino per spiegare i nostri toponimi antichi e spesso questo ha portato a delle discussioni inconcludenti. Se noi invece partiamo dall’ipotesi possibile e plausibile che questi toponimi li abbiano creati le popolazioni ingevoni che hanno invaso tutta la penisola italiana troviamo delle spiegazioni linguisticamente giustificate, e, questa è la novità, verificabili nella realtà geografica. SI tratta di composti germanici per cui nella traduzione bisogna seguire il percorso inverso di quello adottato finora: da destra verso sinistra, perché a destra troviamo il concetto più importante ed a sinistra una o più specificazioni.
Facciamo un esempio concreto: CAPRINO. Allontaniamo subito l’idea che c’entrino le capre come vuole la tradizione. Il toponimo va scomposto in un CA = CAR = montagna + PRI = BRI = BRAED = grande + IN = IIN = torrenti, con sovrapposizione vocalica + O = OD = bacino. Partendo dall’ultimo elemento e risalendo verso sinistra otteniamo “bacino idrografico di grossi torrenti montani”. Se noi guardiamo la carta geografica o verifichiamo sul posto troviamo una realtà incontestabile sotto gli occhi di tutti. Qui vediamo una regola che è indispensabile per capire gli esiti fonetici: la caduta della consonante finale di sillaba che è una costante nel danese (stoed) e frequente nel mondo anglo sassone (glottal stop).
BELLUNO: qui troviamo un BEL = BOL = BUL = BIL = BAL = montagna + LUN = LON = LAN = LEN = LIN = corso d’acqua + ags O = OD = bacino. Otteniamo così un “bacino torrentizio montano” e vediamo che il timbro vocalico nelle lingue ingevoni all’epoca era ininfluente e comunque molto debole e facilmente confuso.
Interessante anche il toponimo BRENTINO: da rimuovere l’idea che sia stato il recipiente domestico a dare il nome al centro abitato! Cfr BRE = BRAED = grande + ags ENT = EENT = torrenti (con sovrapposizione vocalica E+E) + IN = infisso plurale + O = OD = bacino: “bacino di grossi torrenti”, come BRENTONICO! BRENTA, il fiume ne è la forma singolare perché manca l’infisso -ON-. BRENZONE < *BREMZONE < ags BREM = BRIM = torrente + ags ZO = corso d’acqua + ags ON = infisso plurale + ags E = ED = bacino; il riferimento è a più alvei del corso d’acqua. Se la forma originaria è BREN il collegamento è con l’ags BRUN, BRUNNA, BRON = sorgente. Fra Cristane e Costermano vi è un piccolo gruppo di case chiamato BRAN, attraversato dall’acqua di una sorgente.
CORONA non ha niente a che vedere con il latino CORONA che dalla tradizione è stato interpretato come un oronimo: cfr CO = COR = montagna + RON = RIN = REN = RAN = RUN = corso d’acqua + ags A = AD = bacino: quindi il santuario prende il nome dal torrente che scorre ai suoi piedi. Toponimo simile Volano con le stesse caratteristiche fisiche.
ZUANE non ha niente a che vedere con il nome dialettale per GIOVANNI, ma indica una pluralità di corsi d’acqua: ZU = ZAE = corso d’acqua + ags AN = infisso plurale + ags E = ED = bacino; le carte geografiche, infatti, segnano due torrenti che circondano la zona. E’ sinonimo di BRENZONE. GAION (a N di Caprino troviamo anche la forma GAON): cfr GA = GAR = montagna + A = AEW = acqua, con sovrapposizione vocalica A+A+ ION = GON = via, corso: “corso d’acqua che attraversa la montagna”. La forma GAIUM è una maldestra forma di latinizzazione oppure una deformazione popolare. Alterna con RIVOLTI = solco torrentizio in corrispondenza di un versante ripido < ags RIV = RIW = corso d’acqua + ags OLT = HEALD = dorsale ripida, con desonorizzazione + ags I = ID = bacino, con caduta della consonante finale di sillaba. Come RIV-ALT-A!
NOMI DI LUOGO FRAINTESI DALLA TRADIZIONE FILOLOGICA ROMANZA
O PER ASSONANZA CON VOCI DELLA LINGUA ITALIANA
AFFI < ags A = EA = AEW = acqua, con caduta della consonante finale di sillaba + ags FI = FIG = WIG = vial corso, con caduta della consonante finale di sillaba. “Solco torrentizio”.
BOSCHI – in toponomastica non indica il bosco, ma è un idronimo: < ags BO = due + ags OS = YTH = corso d’acqua, con fusione vocalica (O+O) + ags CHI = CHIN = bacino, con caduta della consonante finale di sillaba. Alla confluenza di due torrenti a N del M. ZOVO.
CAMPANA – in toponomastica indica una pluralità di solchi torrentizi: < ags CAM = CAN (per assimilazione) = bacino + ags PA = BA = FA = VA = via d’acqua + ags AN = infisso plurale + ags A = AEW = torrente, ruscello, con caduta della consonante finale di sillaba
CANALE – indipendentemente dalla presenza di canali artificiali, significa “alveo di fiume, valle solcata da corso d’acqua” < ags CAN = bacino + ags A = AE = acqua + ags LE = LEN = HLYNN = fiume, torrente, con caduta della consonante finale di sillaba. Vedi CANAL SAN BOVO, VALLE CANALE ai confini friulani con l’Austria, ecc.
CASTELLO – si trova anche in località dove non ci sono mai stati castelli, perché è un idronimo, come ad es. a CASTELLO di Terragnolo; < ags CA = CAR = montagna con caduta della consonante finale di sillaba + ags STEL = STEALL = corso d’acqua + ags O = OD = bacino, con caduta della consonante finale di sillaba. I castelli sono stati costruiti secoli dopo la formazione della toponomastica antica.
CAVAION – cfr ags CA = CAN = bacino, con caduta della consonante finale di sillaba + ags VA = WAED = acqua, con caduta della consonante finale di sillaba + ags ION = GON = via, corso, con vocalizzazione della G in I, fenomeno diffusissimo nella lingua danese.
CAVALLARA – non c’entrano i cavalli! Cfr ags CA = CAR = GAR = montagna, con desonorizzazione e caduta della consonante finale di sillaba + ags VAL = VOL = WAEL = corso d’acqua + ags A-RA = bacino idrografico. “Bacino torrentizio montano”.
COLETTO – nei pressi del M. Pollice; cfr ags CO = GO = GOR = montagna, con desonorizzazione e caduta della consonante finale di sillaba + ags LAET = bacino + ags O = OW = corso d’acqua, con caduta della consonante finale di sillaba.
CORDESPINO – cfr ags COR = GOR = montagna + ags DE = DO = DA = DEOP = versante ripido, con caduta della consonante finale di sillaba + ags S-PI = corso d’acqua + ags IN = infisso plurale + ags O = OD = bacino, con caduta della consonante finale di sillaba. “Solchi torrentizi del versante montano”.
GALET - < ags GA = GAR = montagna, con caduta della consonante finale di sillaba + ags LET = LAET = bacino; oppure in alternativa < ags GAL = WAEL = corso d’acqua + ags ET = ED = bacino, con desonorizzazione.
LUBIARA – significa “bacino idrografico del torrente” < ags LU = LUN = acqua, con caduta della consonante finale di sillaba + ags BI = PI = VI = FI = via, corso + ags A-RA = bacino.
MONTALTO – non è “un monte alto”, ma “un versante ripido montano”: < ags MONT = MYNT = altura, rilievo + ags ALT = HEALD = versante ripido, con deaspirazione e desonorizzazione. Come RIV-ALT-A è “il bacino fluviale in corrispondenza di una costa ripida”. Nella Lomellina troviamo anche RIV-OLT-ELA che ha un significato simile. VICENTINO dovrebbe alludere alla presenza di due sorgenti: < ags VI = FI = BI = PI = due in posizione iniziale + ags CE = CEN = alveo, con caduta della consonante finale di sillaba + ags ENT = E
END = corsi d’acqua + ags IN = infisso plurale + ags O = OW = presenza di acqua, con caduta della consonante finale di sillaba. VICENZA < VI = due + ags CEN = bacino + ags ZA = SAE = corso d’acqua. Nelle vicinanze BEZZO e PIGNO.
PRESA (LA) – a N del Monte Zovo; cfr ags PRE = BRAED = grande, con desonorizzazione e caduta della consonante finale di sillaba + ags ES = YTH = corso d’acqua, con sovrapposizione vocalica E+E + ags A = AD = bacino, con caduta della consonante finale di sillaba. “Grosso torrente”.
RIONDOLO (MONTE) – cfr ags RI = RIW = acqua, con caduta della consonante finale di sillaba + ags OND = AND = via, corso, con desonorizzazione + ags O-LO = bacino. “Bacino torrentizio”.
ROCCA – in toponomastica significa “corso d’acqua” < ags RO = ROW = acqua, con caduta della consonante finale di sillaba + ags CA = GA = GAN = via, corso, con desonorizzazione e caduta della consonante finale di sillaba. Vedi ad es. ROCCA PIA a Borghetto dove non ci sono mai stati castelli. Non è necessariamente legato a fortificazioni umane. Vedi anche ROCCHETTA (= parete rocciosa in prossimità del bacino torrentizio) all’imbocco della Val di Non.
SABIONI – a NO di Rivoli; è un idronimo che non ha niente a che fare con la sabbia: < ags SA = SAE = acqua + ags BI = via, corso + ags ON = infisso plurale + ags I = ID = bacino, con caduta della consonante finale di sillaba. “Solchi torrentizi” come a SABBIONARA d’Avio.
SECCA (VAL) – indica il contrario: < ags SE = SAE = acqua + ags CA = GA = GAN = via, corso, con desonorizzazione e caduta della consonante finale di sillaba: corso d’acqua che è ben visibile sulle carte geografiche
TAOLETE – possono non essere le “tavolette”; anche qui abbiamo un idronimo che ci permette la verifica: cfr ags TA = due + ags O = OW = corso d’acqua, con caduta della consonante finale di sillaba + ags LAET = bacino + ags E = EW = torrente. “Letto di due corsi d’acqua”. Se il residente o lo storico locale conferma abbiamo fatto bingo! Vada ad es TAOLE a Patone, zona circondata da due torrenti.
TASSO – torrente; < ags TA = due + ags AS = YTH = corso d’acqua, con fusione vocalica (A+A) + ags O = OD = bacino, con caduta della consonante finale di sillaba: “due bacini torrentizi”. Gli animali in toponomastica sono sospetti perché esseri mobili.
VENNUM – è la latinizzazione di un originario VENNO < ags VE = FE = PE = BE = due + ags EN = EEN = corsi d’acqua + ags O = OD = letto, solco, bacino, con caduta della consonante finale di sillaba: “due solchi torrentizi”.
VIGO – gli esegeti di formazione romanza danno per scontato che derivi dal latino VICUS quando in realtà è anch’esso un idronimo come può confermare la comparazione con luoghi che portano la stessa denominazione < ags VI = FI = PI = BI = due + ags I = EA = acqua, con sovrapposizione vocalica I+I + ags GO = GON = via, corso, con caduta della consonante finale di sillaba: “due corsi d’acqua”. Simile VIGOLO spesso abbinato con toponimi che significano la stessa cosa: VIGOLO BA-SEL-GA, VIGOLO VATT-A-RO, ecc. Il latino VICUS è molto poco identificativo. Quindi sia VIGO che VILLA sono degli idronimi: lo storico o il residente possono confermare.
VILLA – una delle frazioni di Rivoli; niente a che vedere con ville antiche o recenti: < ags VIL = WIELM = corso d’acqua, con caduta della consonante finale di sillaba + ags A = AD = bacino, con caduta della consonante finale di sillaba. Vedi ad esempio VILLA LAGARINA che è una coppia sinonimica, dove i due elementi indicano la stessa cosa: infatti LA-GA-RIN-A ha lo stesso significato di VILLA e non fa riferimento a fantomatici laghi come suggerisce lo stemma comunale: < ags LA = LAN = acqua + ags GA = GAN = via, con caduta della consonante finale di sillaba + ags RIN = REN = fiume + ags A = AD = bacino. Da scartare anche l’etimo dal longobardo LAGAR = accampamento perché un manufatto umano per di più transitorio non lascia tracce nella toponomastica.
Sono preziosi per il ricercatore le denominazioni che implicano una dualità di corsi d’acqua perché in questo caso l’interpretazione data diventa inattaccabile. In questa zona abbiamo:
PASTELLO (MONTE) < ags PA = due + ags STEL = STEALL = corso d’acqua + ags O = OD = bacino, con caduta della consonante finale di sillaba: “due bacini torrentizi”.
PEANE che più a N diventa PEAGNE: sono la stessa cosa perché nelle lingue ingevoni N e GN sono intercambiabili < ags PE = due + ags AN = AAN = torrenti + ags E = ED = bacino, con caduta della consonante finale di sillaba
PESINA < ags PE = due + ags SIN = torrenti + ags A = AD = bacino, solco, letto, con caduta della consonante finale di sillaba.
POLLICE < ags PO = due + ags LI = LIN = corso d’acqua, con caduta della consonante finale di sillaba + ags CE = CEN = letto, solco, con caduta della consonante finale di sillaba
PIGNO < ags PI = due + ags IGN = IN = IIN = torrenti + ags O = OD = solco, letto, con caduta della consonante finale di sillaba
POZZOL(O) < ags PO = due + ags OZ = YTH = torrente, con sovrapposizione vocalica + ags O-LO = bacino
MARTINEL < ags MAR = alto, in alto + ags TI = due + ags IN = IIN = ruscelli + ags E-LO = bacino: “letto di due corsi d’acqua che si trovano in alto”.
BEZZO < ags BE = due + ags EZ = YTH = corso d’acqua + ags O = OD = bacino, con caduta della consonante finale di sillaba
CRISTANE – il toponimo rimanda alla presenza di roccia < ags CR = GR = roccia, con desonorizzazione + ags I = EA = corso d’acqua + ags STA = STEALL = presenza di acqua, con caduta della consonante finale di sillaba + ags AN = infisso plurale, con fusione vocalica A+A + ags E = ED = bacino, con caduta della consonante finale di sillaba. Possibile però anche che abbia preso il nome da chi vi ha abitato.
MONTE BALDO
Sono possibili due spiegazioni:
Una generica < ags BAL = BOL = BEL = BUL = BIL = montagna + ags DO = DEOP = versante, costa ripida, con caduta della consonante finale di sillaba: “versante della montagna”. Una più specifica < ags BA = due + ags AL = WAEL = corso d’acqua, con sovrapposizione vocalica e vocalizzazione della W + ags DO = DEOP = versante, con caduta della consonante finale di sillaba. In questo caso i due torrenti grossi di riferimento sarebbero l’AV-IAN-A (= bacino idrografico) e la SOR-NA (= il torrente alto), che nei documenti antichi si presenta come SAR-NIS.
RIVOLI
1) Anche qui è di grande aiuto la comparazione che ci soccorre quando ci troviamo in difficoltà. Esiste un RIVOLI a Torino ed un RIVOLI in Friuli sul Tagliamento. La caratteristica che li accomuna è quella di trovarsi in prossimità di un fiume. La distanza dal centro abitato può variare perché nel corso della storia l’uomo dove ha potuto ha bonificato.
2)La parola RIVA è estranea alla parlata popolare; nel Trentino esiste qualcosa di simile, ma che non è la stessa cosa RIVOZ = scarpata, senza alcun riferimento a corsi d’acqua che veicola l’idea del franare. Anche in questo caso abbiamo un etimo ingevone < ags RIW = fluire, muoversi + ags OZ = OTH = suffisso nominale. RIVA è un termine che fa parte del superstrato italiano, nel dialetto si usa BERNA o TOMO.
3)In toponomastica RIVA è sempre legato alla presenza di un bacino idrografico: si trovano anche forme come RIVA’, RIVAGO, RIVAI che non si possono certo collegare al latino RIPA.
1) RIVOLI, RIVOLE, RIOLE, RIVOLA, RIVOLO sono forme equivalenti perché nelle lingue ingevoni il timbro vocalico è evanescente e non sempre decisivo
2)RIVOLI ha lo stesso significato del vicino VOLARGNE < ags VOL = corso d’acqua + ags ARGN = ARN = fiume, torrente + ags E = ED = bacino, con caduta della consonante finale di sillaba. Otteniamo lo stesso risultato sia scomponendo in RIV-O-LI sia scomponendo in RI-VOL-I: “bacino idrografico del fiume”